Michele Gentile – Vita
Magari fossi pazzo, sarei un uomo migliore!
Magari fossi pazzo, sarei un uomo migliore!
La vita è una nave meravigliosa che, se impari a dirigere appena un po’, ti porta a vedere posti incredibili.
Ragazzi, siamo nella stessa barca. Vorrei provocare un po’ però, su alcune cose che diciamo sempre.1)Siamo sensibili più degli altri perciò soffriamo. Ok sarà anche vero, ma poi molti dicono che siamo migliori… Vabè consoliamoci così. Non lo so se siamo migliori se gli altri si divertono, escono, hanno amici e ragazza e noi no. Certo siamo diversi ma migliori non lo so. Neanche inferiori, ci mancherebbe. Sbagliamo nel crederci migliori di altri come una guerra con chi è diverso da noi, magari più vitale, allegro e con un partner, non ci guadagnamo niente di buono se non un’effimera consolazione quando ce lo diciamo a vicenda. Ma poi non ci apriamo verso i “nemici” che non ci capiscono.2)Molti di noi non hanno partner. Ma siamo davvero sicuri che con un partner saremmo completamente diversi? Molti si, ma molti provano solitudine anche con una ragazza(o un ragazzo) e in mezzo a decine di amici.
Non so se sia peggio essere tristi per tutta la vita o godersi la felicità per quel poco tempo che resta con noi, per poi svanire nel nulla lasciando un vuoto incolmabile nel cuore.
Non ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade il tuo futurorompendosi in piccole scheggeed in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietrabacio di pietraNon ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade dall’alto il tuo futurorompendosi in piccole scheggeEd in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietra.Bacio di pietraNon ho potuto sorreggertiquando ti sollevavi sulle punteper afferrare la vitaormai sospesa nel vuotoCade dall’alto il tuo futurorompendosi in piccole scheggeEd in questo silenzio di terranon resta che un bacio di pietra.
Colora ogni giorno della tua vita con i colori della pace, della gioia, intingendo il pennello nel mare infinito del tuo cuore.
Su questa terra si succedono le generazioni transitorie, casuali, isolate: appaiono, soffrono e muoiono. Nessuna voce delle stirpi che non ci sono più riecheggia nella vita delle stirpi che ancora sono esistenti, e la voce delle stirpi viventi è destinata ad essere presto inghiottita nello steso eterno silenzio. Cosa deve fare l’uomo, senza memorie, senza speranza, fra il passato che lo abbandona e il futuro che gli è chiuso davanti?