Antonio Cuomo – Vita
Ciò che ci appartiene non è mai un nostro possesso, è solo un dono passeggero. Vivi dunque immensamente ogni passo nuovo che la strada della vita dona al tuo essere.
Ciò che ci appartiene non è mai un nostro possesso, è solo un dono passeggero. Vivi dunque immensamente ogni passo nuovo che la strada della vita dona al tuo essere.
Le “buone” carte vanno giocate quando è il loro momento, non bisogna tenerle troppo in mano perché la partita potrebbe essere interrotta prima della sua fine, non si ha quindi il tempo di giocarle. Oppure si potrebbe arriva alla fine e accorgersi che le carte che non abbiamo giocato erano ottime per il centro partita ma inutili per il finale, insomma bisogna essere vigili e bravi a riconoscere il momento in cui le nostre carte sono vincenti e vanno giocate. Il vero segreto della vita è cogliere l’attimo ma penso sia una colossale botta di culo. La vita è costituita da infiniti attimi, ma solo uno è quello giusto e quindi per una questione statistica siamo destinati a fallire.
Ricorda sempre che le delusioni ci aiutano a crescere.
Arrivi ad un punto nella vita che occorre fare delle scelte concrete, ma non è semplice perché ognuna di essa ha un risvolto e ti apre nuove strade spesso mai pensate o mai intraprese perché fanno un po paura! Molti oggi a causa dell’andazzo invivibile dei nostri paesi scelgono di andare via di farsi una vita in posti nuovi e questo comporta lasciare abitudini e affetti importanti! Tanti altri invece restano, c’è chi si accontenta di poco, chi è troppo legato ai propri cari e chi invece ha ancora una speranza che qualcosa si smuova che anche qui si può respirare un’a ria più pulita, si può vivere, anziché sopravvivere! Penso che è importante lottare fino alla fine perché ciò che è nostro dobbiamo riprender cielo e non permettere che scivoli via, ma penso anche che ad un certo punto bisogna essere realisti e capire se veramente il gioco vale la candela! Scegliere non è semplice! Quanto costa oggi vedere il sole su di noi, sentire l’ebbrezza di una aria fresca piena di ossigeno quando invece ciò che ci circonda sono solo tante nuvole ricche di anidride carbonica e l’unico pensiero fisso è sempre lo stesso tutto questo che senso ha?
La vita è un brivido infinito.
L’ostinazione nel voler capire è un ottimo modo per distruggere. Ci sono cose che per tenerle in vita non vanno capite, ma semplicemente vissute.
La fine di un sorriso, che in me resta infinito chiamato mamma. Il dolore è percepire te che non puoi più opporti alla fine del tuo tempo, impassibile te ne stai chiusa nelle tue paure scandite solo dal lento tempo che avanza logorando il tuo essere, ma tanto a te che importa. Non c’è niente che puoi fare, sola, lo sguardo fisso all’ignoto; non c’è parola che susciti in te nessun sorriso, per compagnia solo quell’ultimo rantolo che ti porterà via la vita. E intanto suona dentro te la tua musica, mentre il film che appartiene al tuo vissuto attraversa i tuoi occhi, una lacrima senza criterio si lancia giù dai tuoi occhi, solcandoti il viso per quell’ultima volta, come a giustificarti con noi, quanti rammarichi, quanto avevi ancora voluto vedere, quante cose da fare, ma il dolore smisurato si è impadronito del tuo cuore, il tuo cervello, non da ormai più nessun cenno, non saprò mai se fino all’ultimo hai riconosciuto noi, i tuoi figli che circondavano il tuo fragile corpo, intanto scende la notte e, muto un grido si fa strada dentro me, un grido che non avrà mai un perché, che sa che domani sarà un triste silenzio senza di te mamma.