Graziano Origa – Vita
In Milano vado sempre da un barbiere vicino al Pirellone. E mi siedo in una delle sue sedie gigantesche che sembrano degli strumenti di tortura sadomaso.
In Milano vado sempre da un barbiere vicino al Pirellone. E mi siedo in una delle sue sedie gigantesche che sembrano degli strumenti di tortura sadomaso.
La vita che scorre, lacrime calde che scivolano sul mio viso, la luna nel cielo, il sole che riscalda il mio corpo. Desiderio di far l’amore, la lettera di un’amica che mi commuove, la dolcezza di una madre, il sorriso di un padre, la musica che ascolto, le parole, i silenzi, i pensieri, le fantasie, il mare e credere sempre di superare gli ostacoli senza dimenticare la luce stretta fra le mani.
Se il tempo passa, tu lascialo attraversare, chi è presente a se stesso ha il compito di rimanere.
Forse la vita alle volte ti gira in un modo che non c’è proprio più niente da dire.
Ho pensato che se proprio si devono salire i gradini nella vita, scelgo almeno il rivestimento a colori.
La vita può essere misurata da rapidi cambiamenti, il susseguirsi delle influenze che modificano l’essere.
Dire addio è sempre comunque doloroso e definitivo. Meglio un arrivederci, lascia una porta aperta.