Antonio Blunda – Vita
Quando mi fermo, è perché non ho letto “traguardo”, ma “partenza”, e riprendo fiato.
Quando mi fermo, è perché non ho letto “traguardo”, ma “partenza”, e riprendo fiato.
Distilla l’Armonia dell’Essere nel corpo il cui abiti e, tutto avrà significato nel mutare del tempo.
L’umanità, con la sua fatica evolutiva, è un serpente che si morde la coda. Se invece rinunciasse l’uomo, per un istante, se ne trovasse la forza, alla propria fatica, se si fermasse a meditare in nuova guisa, esterna al corollario di mansioni da lui e per lui confezionati nei “laboratorio delle discriminazioni”, separato dai sé delle oscure tradizioni, in quell’istante – congelata ogni “esperienza” – gli apparirebbe chiaro tutto ciò che ora sta aldilà dei proprio orizzonte, aldilà di tutto. Allora scoprirebbe di essere egli stesso aldilà.
L’unica arma che possiamo usare senza timore di commettere errori è quella che possiamo rivolgere contro di noi,sappiamo la verità, l’esatto motivo, sia come vittime che come esecutori.
Quando siamo abbastanza vecchi da poter insegnare, cominciamo a dimenticare.
“L’uomo è come una foglia attaccata al grande albero della vita” che, con le sue stagioni, ne scandisce la permanenza; “In autunno basta un soffio di vento per volare via”.
Se la fortuna bacia in fronte la sfortuna invece morde, e forte, in faccia.