Andrea Bidin – Vita
Laddove uno spirito giudizioso e dunque “ribelle” sembra affacciarsi, un muro d’ipocrisia ed ignoranza vi si oppone con la veemenza di chi crede nelle proprie false illusioni.
Laddove uno spirito giudizioso e dunque “ribelle” sembra affacciarsi, un muro d’ipocrisia ed ignoranza vi si oppone con la veemenza di chi crede nelle proprie false illusioni.
La vita è come una partita a dama: una volta che vai avanti non puoi tornare indietro, e se non mangi gli altri, saranno loro a mangiare te!
Nella vita non sono le persone o le cose a cambiare… ma semplicemente il nostro modo di vederle!
Ci sono solo due qualità nel mondo: l’efficienza e l’inefficienza; e ci sono soltanto due generi di persone: l’efficiente e l’inefficiente.
Dentro di noi abbiamo tutti dei demoni che si nascondono, che cerchiamo di nascondere, che facciamo finta di non conoscere.Li opprimiamo, li ignoriamo tant’è che la loro stessa presenza diventa parte di noi, impariamo a conviverci.Diamo loro ciò che vogliono, così che non si manifestino.Ma loro sono lì sempre e comunque, pronti a farti fare mille pensieri, mille domande. Ognuno poi li combatte in maniera diversa, ha il suo modo di gestirli.Ma i demoni restano demoni, li senti lì, rannicchiati vicino alla tua maschera che porti, pronti a farti stare male, ad approfittarsi di ogni tua debolezza.Inermi, lasciamo loro fare ciò che vogliono, sperando che arrivi un angelo pronto ad aiutarci, che ci permetta di continuare a ignorarli, combatterli e sconfiggerli.
Sono attimi, chiudi gli occhi e ascolti il battito del cuore, mentre la vita scorre nelle vene. Sono solo piccoli momenti in cui il tempo si ferma e il mondo che è fuori svanisce, non esiste passato e futuro, sei solo te e ascolti la vita che palpita nel profondo assaporando una gioia autentica, totale, mentre pieno di gratitudine, riapri gli occhi alla tua quotidianità!
Non si passa mai indenni attraverso l’ammissione del proprio dolore. Non si passa mai indenni attraverso i corridoi del proprio passato, delle scelte forzate, delle strade sbagliate, delle canzoni mai cantate, o – peggio – interrotte proprio quando sentivi che la tua voce avrebbe potuto tentare quella nota alta, irraggiungibile, estrema.