Antonio Dati – Vita
Non sempre si vince, quasi sempre si perde.
Non sempre si vince, quasi sempre si perde.
Gli opposti hanno sempre un loro punto di incontro nel mutamento dello scenario della vita e in quell’attimo l’istante diventa eterno.
A volte la vita mi sembra una foresta ricolma di segni impossibili da decifrare. Altri giorni mi sveglio, e vado a giocare a golf.
Il sesso è questo, un’esplosione di luce che si logora veloce, consumato dalla forte fiamma chiamata passione e proprio quando serve il suo bagliore viene a mancare la sua luminosità, lasciandoti nell’infinito tetro, tra la cenere senza valore di un fuoco che ti era parso amore.
L’evoluzione della specie. Si è talmente evoluta da arrivare sino in fondo, e più avanti non riesci ad andare e cosi torna indietro, la dove avevi incominciato, e comincia a camminare a gattoni. Io lo chiamo punto di non ritorno.Per arrivare a queste conclusioni, non serve studiare Filosofia, basta guardarsi in giro., riflettere. Volendo concludere drasticamente. O ci si adatta e quindi ci si evolve, oppure siamo destinati all’estinzione.
Arrivi con impeto, senza permesso; riemergendo d’improvviso in una memoria lasciata altrove, in notti silenti di una terra annientata e fucili stanchi; quando quel fastidio nella pancia accompagnava piccole gocce di sudore freddo, e cercava i tuoi occhi, in ogni uomo che avesse barba e scarponi sporchi; eri riparo. Riparo. Perché è istinto; quella cosa, marchiata nel sangue; che ci fa dire “mamma” quando uno spasmo coglie impreparati. Mamma come Dio, o Padre come cielo; o chissà cos’altro. Una voglia di intimità con se stessi. Come la Fede; come un plaid col quale avvolgersi, quanto basta per sentirsi al sicuro; dove è sufficiente che lo sguardo fissi terra o cielo, e lasciar parlare quel che siamo; e arriva quel desiderio di carezze da mani buone, paterne, più forte di qualunque vento. E oggi lo sguardo è altrove; guarda rive bagnarsi e ne ascolta il rumore. Osserva piccole gambe che corrono e piccole mani che cercano. È vita che cresce. Mi lascio trovare; avvolgere, come quel plaid. E voglio fare un po’ di posto anche a te. Un modo come un’altro per perdonarsi; per assolverti. Tu ora sei suo; e Lei non assolve mai nessuno; ma prova ad accompagnarmi lo stesso. E tutte le volte che Vita mi guarderà e la sua mano mi cercherà, Io ti perdonerò.
La fine di una vita dà alla luce una nuova vita molto più rigogliosa.