Stefano Del Degan – Vita
Non sono le sbarre a delimitare la cella di un penitenziario, ma il vivere senza avvalersi del tempo per pensare… rimanendo intrappolati dalle Caste.
Non sono le sbarre a delimitare la cella di un penitenziario, ma il vivere senza avvalersi del tempo per pensare… rimanendo intrappolati dalle Caste.
Ogni attimo che scivola, la tua vita scorre come un fiume nei mari… Apri gli occhi e ti accorgerai, di qualcosa che non hai visto mai… Tutto ti appartiene già, e la notte diventerà rumore…
Si dice che la Vita sia un’attimo nell’infinità del tempo per questo bisogna vivere quell’attimo con intensità.
A scuola insegnano tutto ma non a vivere, a vivere ci pensa la vita a insegnarci la lezione più dura.
Penso che ognuno prima o poi, per un motivo o per un altro, è costretto a entrare in clandestinità. Ovviamente parlo di una clandestinità diversa da quello che solitamente si intende con questo termine, piuttosto è un essere costretti ad annullarsi, nel senso di smettere di essere orgogliosi di come si è ma al contrario nascondersi per fuggire dal resto del mondo. Il resto del mondo ovviamente è quella parte che non ti accetta. Chi ti accetta è parte del tuo mondo. Quindi l’unica maniera per salvarsi appare inevitabilmente quella di nascondersi dietro la maschera di qualcun altro che fai passare per te stesso. L’unica cosa è che dalla clandestinità prima o poi devi uscire.
Troppo spesso piovono sulla mia testa squallide “Lezioni di vita” da parte di chi dimostra che nella sua non ha saputo imparare un emerito cavolo!
Sarò solo più lontano, la lontananza non elimina il Creato, ma lo rende… Invisibile!