Luciano Pavarotti – Vita
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
Incominciamo sempre le cose per noi stessi, mai per gli altri. Siamo noi i primi a contare è noi che per primi dobbiamo tutelare. Sorridiamo per bene nostro. Innamoriamoci della vita perché ci è di dovere. Rispettiamo ciò che ci circonda e anche se spesso non saremo altrettanto rispettati. Però una coscienza pulita vale molto di più di una vendetta.
Se la gioventù sapesse. Se la vecchiaia potesse.
Dicono di non pensarci, di non rimuginarci su perché altrimenti perdi la cognizione della realtà, ché altrimenti continui a vivere lo stesso momento senza accorgerti che intanto sono passati interi giorni. Ma come si fa a non pensarci? Come si fa a non pensare a qualcosa o a qualcuno se ci sono miriadi di cose che ti ricordano quella persona, che ti creano un turbinio di emozioni che ti trasporta in alto, sempre più in alto, per poi scaraventarti con violenza in faccia alla realtà? Io resto dell’idea che non si può evitare di pensare a qualcuno, se il tuo cuore batte proprio grazie a quel qualcuno.
Per quanto passi il tempo cercando di dimenticare, la Vita ne aggiungerà altro per farti ricordare. Inutile illudersi, lei vince sempre.
Nella vita, non bisogna lasciare posto ai rimpianti, e ai ricordi negativi… ma trovare i momenti che l’hanno resa degna di essere vissuta.
Arriva il momento che uno deve credere in qualcosa, solo per andare avanti con la propria vita!