Luciano Pavarotti – Vita
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
“Addio” ha il sapore un po’ amaro della chiusura, del distacco permanente. Mentre so in cuor mio che difficilmente riuscirò a mettere la parola “fine” a questo capitolo, a chiudere la porta a chiave.
Cosa vogliamo ancora cercare? Cosa vogliamo ancora credere? È passato l’attimo cosi vicino a noi, cosi silenzioso che non ce ne siamo accorti quanto delicata era la sua presenza.
I passi non mentono, ma dicono; dicono proprio come le parole, quanto le parole, basta solo ascoltarle.
Se la vita prosegue per una via retta, perché ci fanno ruotare su 365 giorni?
Bisogna imparare a leggere tra le righe, tra i cuori, negli occhi. Le persone parlano troppo degli altri e troppo poco di loro stessi.
Ogni non risposta è una sicurezza in meno e un’incertezza in più.
La vita ha un disegno ben preciso, basta capirlo, per poterlo apprezzare; basta sognare, basta comprendere, con la forza di ascoltare. Spero che un po’ tutti riusciremo a capire il rebus della nostra esistenza e un po’ tutti “acquistassimo” consapevolezza del bene da donare senza nulla chiedere!