Raffaele Nigro – Vita
Il mare è un davanzale alla finestra della mia vita.
Il mare è un davanzale alla finestra della mia vita.
E quella cosa chiamata ignoranza che qualcuno chiamava “beata”. Sa rendere la vita talmente leggera, da non accorgersi quanto in realtà sia la più lenta forma di suicidio.
Sarebbe meglio produrre meno ma meglio. Produrre indiscriminatamente può essere pericoloso.
Le buone notizie hanno ormai cambiato destinatario da tempo, è già un successo se si arriva a sera da sopravvissuti.
Le occasioni si devono saper afferrare, se le lasci andare non tornano più.
Quando qualcuno ci fa del male e poi a sua volta ne riceve, siamo subito portati a sentirci soddisfatti di ciò pensando che “chi la fa l’aspetti”. Il detto è vero, ma pensiamoci bene, è anche giusto? Guardiamoci dentro, è proprio così? Possiamo essere soddisfatti nel sapere che un’altra persona sta sentendo lo stesso dolore che abbiamo provato noi? E il Signore allora cosa avrebbe dovuto fare con gli uomini che Lo hanno offeso, sbeffeggiato umiliato e messo in croce? Lui non ha “inorgoglito” il suo cuore con la vendetta, ma ha perdonato le offese ricevute.
La fede e il dubbio, egualmente alimentano la speranza; mentre l’una ci chiama all’eterno, l’altro ci lega alla vita.Su questo delicato equilibrio, si poggia la nostra esistenza.