Eugene O’Neill – Vita
La povertà, fra tutte le malattie, è la più mortale e la più imperiosa.
La povertà, fra tutte le malattie, è la più mortale e la più imperiosa.
A ogni uomo spettano di diritto soddisfazioni intense come i suoi dolori.
Ed è brutto arrivare a quel punto dove anche quella poca speranza che ti rimaneva se ne va lontano da te, dal tuo cuore, dalla tua mente, e tu rimani sola con la sola compagnia delle tue lacrime salate, le uniche che capiscono davvero quello che stai passando, che scorrono velocemente sulle tue guance e tu non hai nemmeno più la forza e la voglia di asciugarle.
La vita non aspetta che tu prenda una decisione. Va avanti, perciò tutte le emozioni che si presentano vivile, vivile come un uragano senza pensare come andrà a finire.
Ho sostato troppo a lungo nelle vite delle persone sbagliate. Ora volto pagina eliminando il “superfluo”.
Ti capita di incontrare, certi giorni storti delle persone che ti aiutano, che magari ti fanno sorridere e che condividono la tua giornata no, offrendoti un po’ del loro tempo e dei loro sorrisi.
Le “buone” carte vanno giocate quando è il loro momento, non bisogna tenerle troppo in mano perché la partita potrebbe essere interrotta prima della sua fine, non si ha quindi il tempo di giocarle. Oppure si potrebbe arriva alla fine e accorgersi che le carte che non abbiamo giocato erano ottime per il centro partita ma inutili per il finale, insomma bisogna essere vigili e bravi a riconoscere il momento in cui le nostre carte sono vincenti e vanno giocate. Il vero segreto della vita è cogliere l’attimo ma penso sia una colossale botta di culo. La vita è costituita da infiniti attimi, ma solo uno è quello giusto e quindi per una questione statistica siamo destinati a fallire.