Giulio Pintus – Abuso
L’alcool non è un bavaglio al nostro ego, ma un paio di cuffie al nostro io.
L’alcool non è un bavaglio al nostro ego, ma un paio di cuffie al nostro io.
Conosco perfettamente i miei limiti, quindi ti do un consiglio: non superarli.
E poi arrivi tu, che mi rubi la stella più preziosa del mio universo. Sì, dico proprio a te. Pensa bene a ciò che fai. Lei è mia, appartiene a me.
Non voglio rimanere della mia idea, anche perché io non ho idee o pensieri stabili. È questa la mia idea.
Chi aveva colpito non poteva colpire di più nel segno. In una bambina e in un vecchio, in due ragazzi di quindici anni, in una donna, in un’altra donna: questo era il modo migliore di colpir l’uomo. Colpirlo dove l’uomo era più debole, dove aveva l’infanzia, dove aveva la vecchiaia, dove aveva la sua costola staccata e il cuore scoperto: dov’era più uomo. Chi aveva colpito voleva essere il lupo, far paura all’uomo. Non voleva fargli paura? E questo modo di colpire era il migliore che credesse di avere il lupo per fargli paura.
Le cattive compagnie si nascondono dietro la parola amore, una parola usata ed abusata.
Era strana questa cosa, avevo voglia di piangere ma non sentivo dolore, le lacrime erano ferme forse perché questa ennesima ferita era stata inflitta sopra le altre.