Rosario Scherillo – Anima
E da occhi di onice nera, incastonati in cerea maschera, lacrime di ossidiana su anima di cristallo.
E da occhi di onice nera, incastonati in cerea maschera, lacrime di ossidiana su anima di cristallo.
L’astronomia costringe l’anima a guardare oltre e ci conduce da un mondo ad un altro.
Il destino ci raccolse… uniti per non dissolversi. Dammi la mano amore.
E, poi, la tua anima è così stanca, stanca che vorresti alleggerirla da quel malessere, quel malessere che ti lascia indifferente, anche se piangi, e non sai perché, vorresti solo sentirti libera da quel malessere che non ti lascia in pace, e stanca, diventi immune anche al dolore!
Gli aveva donato qualcosa di più intimo di un corpo, si era tolta la maschera denudando la sua anima.
Esiste una bellezza che non ha tempo, non fa rughe, restando immutabile per sempre, la luce dell’anima.
Occhi, madri che hanno partorito lo stesso unico figlio: il pianto.