Luana D’Onghia – Arte
L’arte non è la cosa più importante della mia vita, ma è la mia vita. Dopo di Lei non c’è più niente, non voglio essere più niente.
L’arte non è la cosa più importante della mia vita, ma è la mia vita. Dopo di Lei non c’è più niente, non voglio essere più niente.
Giuseppe d’Agata ha uno svariato approccio all’arte: ludico, impegnato, sperimentale, incuriosito.
Quasi sempre ciò che nuoce alla bellezza morale raddoppia la bellezza poetica. Con la virtù si fanno soltanto quadri tranquilli e freddi; sono la passione e il vizio quelli che animano le composizioni del pittore, del poeta, del musicista.
Quando la scienza, l’arte, la letteratura, e la filosofia sono semplici manifestazioni della personalità, e sono ad un livello tale da raggiungere gloriosi e bizzarri obiettivi, rendono il nome di un uomo vivo per centinaia di anni. Ma sopra questo livello, molto al di sopra, separati da un abisso, si trova il livello dove le cose più alte sono ottenute. Queste cose sono essenzialmente anonime.
È inutile continuare a recitare quando le luci si sono spente e calato il sipario.
Lo scrigno dei colori è un piccolo universo delle apparenze dove la fisica moderna di Newton ha costruito con la luce del sole le sue certezze, dove egualmente Goethe ha costruito una sua storia, per rendere più oggettivo un principio universale che egli cercava quasi con furore: l’imprevedibile della natura e la naturale semplicità delle arti, quella di saper guardare, sentire accanto al principio della qualità.
Il quadro è una finestra sul mondo dalla quale potrai affacciarti e renderti partecipe di cosa ho osservato, sentito e vissuto; ma tu non c’eri!