Valeria Molinaro – Arte
Dai miei geniindelebilela mia improntaLe mie maniLe mie labbraSaranno in un quadrol’Arte Nuova.
Dai miei geniindelebilela mia improntaLe mie maniLe mie labbraSaranno in un quadrol’Arte Nuova.
Un medico può seppellire i propri errori, ma un architetto può solo consigliare al cliente di piantare dei rampicanti.
La danza scandisce il tempo della nostra vita accompagnandosi alla colonna sonora delle nostre emozioni.
Quando la luce riflessa dalla luna ti permette di scorgere le nuvole in rilievo come mille curve o scarabocchi, capisci che non c’è mai nessuna forma scontata nell’arte.
Chi ha l’arte, la tiene stretta, mentre per alcuni non è niente.
I colori non sono pietre e oggetti che possono vivere separati. Diventano vitali solo quando instaurano tra loro un loro rapporto di accordo o di dissonanza. È l’insieme che caratterizza l’opera e dona ad essa un particolare timbro di tipicità.Nei colori degli “altri” amo e percepisco tutte le gamme cromatiche, ma davanti al mio quadro, qualunque sia il suo limite, il rapporto con la tavolozza è sofferto, anche quando mi sembra che tutto sgorghi spontaneo.Il colore, per me, ha un valore morale.E quindi il bianco può essere purezza e luce; il nero denuncia, contrasto compressione, angoscia. La gamma dei grigi esprime severità, ma anche dolcezza. I bruni, gli ocra, i blu e i rossi si inseriscono a rappresentare varietà di sentimenti, oltre che a determinare risonanze timbriche. Il nero, in particolare, è un colore che assume un ruolo significante, sia da un punto di vista tecnico che psicologico ed emotivo.
Si crea ogni volta che l’anima ha sete della bellezza.