Filippo Brini – Ateismo
Non credo nelle favole delle religioni. Sono ateo, si, ma non ho mai smesso di pensare a un umanità migliore!
Non credo nelle favole delle religioni. Sono ateo, si, ma non ho mai smesso di pensare a un umanità migliore!
Sono i paesi atei o filosofi che fanno pagar cara la vita umana a quelli che la turbano, ed hanno ragione, poiché essi non credono che alla materia, presentemente!
Dio è la più grande collisione del sentimento con la crudezza del nulla.
L’unica certezza che hanno gli atei è a di non poter provare la non esistenza di Dio.
Perché gente ve lo devo dire, quando si parla di cazzate, cazzate di serie a, dovete restare ammirati di fronte al campione dei pesi massimi delle false promesse e delle pretese esagerate: la religione. La religione organizzata, non c’è gara!La religione detiene facilmente il record per la cazzata di tutti i tempi. Pensateci. La religione ha convinto la gente che c’è un uomo invisibile che vive nel cielo, che guarda quello che fai ogni minuto di ogni giorno. E l’uomo invisibile ha una lista di dieci cose specifiche che non vuole che tu faccia.E se fai una qualunque di queste cose, ti manderà in un posto speciale, pieno di fuoco e fiamme e torture e angoscia, dove vivrai per sempre e soffrirai e griderai e brucerai fino alla fine dei secoli. Ma lui ti ama!. Ti ama.Ti ama e ha bisogno di soldi, ha sempre bisogno di soldi.È onnipotente, onnipresente, onniscente e immensamente saggio… ma non ci sa proprio fare con i soldi!.La religione incassa miliardi e miliardi di dollari, quelli non pagano tasse e in qualche modo hanno sempre bisogno di soldi, ditemi se non è una gran bella stronzata.Se mi permettete un piccolo gioco di parole: Santa Merda!
Se provo ad immaginare Dio lo vedo indossare un camice verde e una mascherina sul viso, pronto ad allungare le mani di lattice sui resti della sua Creazione; non posso vederlo ma so che sorride compiaciuto mentre si prepara all’intervento con la beata ed incosciente spensieratezza dell’onnipotenza, la stessa del chirurgo che, nel mezzo di una operazione a cuore aperto, si cruccia per le sole vuote preoccupazioni che una vita di indolente compostezza gli riserva.
I credenti non vogliono rispetto, ma sottomissione.Pretendere che un ateo non possa criticare le credenze religiose, anche tramite la satira più estrema, significa pretendere la sottomissione della libertà di pensiero alla fede.Una fede che, tra l’altro, rappresenta un insulto alla ragione, alla logica e al buon senso, tutte cose che per un razionalista hanno valore, quindi dovrebbero essere gli atei a chiedere rispetto per la loro razionalità, continuamente stuprata dalle credenze religiose, tanto irrazionali quanto ridicole.