Daniele De Patre – Comportamento
Il giorno che comprenderò un minimo dell’essere umano, sarò morto da un po’.
Il giorno che comprenderò un minimo dell’essere umano, sarò morto da un po’.
Ciascuno deve organizzare il caos che ha dentro di sé.
Metto da parte la scontentezza.
Là dove c’è l’incertezzasi dichiara subito l’urgenza del sapere.L’istruzione ha da essere abbondante sempre,e mai rifiutabile.L’unica cosa da fare a questo proposito,è di accettare serenamente questo sottile supplizio,sperando che si trasformi in un piacevole vizio.
Fateci caso: tante persone, pur essendo giovani, vanno in menopausa col cervello.
A volte penso sia una malattia quella forma di comportamento che ti imbratta le mani di colla vischiosa, la stessa colla che pur lavandoti le mani si riforma come se fosse bava di lumaca.Una malattia che mentre ancora non hai ingoiato il cibo che stai masticando i tuoi occhi fremono nell’osservare ciò che assapora il tuo vicino. No non si tratta di persone denutrite… è una malattia particolare, la stessa che ti fa ingozzare fino a non farti quasi respirare e mentre tossisci metti in bocca un altro pezzo di pane.Una forma quasi di dipendenza, più hai più vuoi e non ti basta perché quello che ha il tuo vicino è decisamente più allettante e lo vuoi ad ogni costo. Si è capaci di mentire, di fingere, di improvvisarsi veri attori, si è capaci di piangere e si è capaci di abbracciare. Si è una grave malattia! È capace di trasformarci da esseri umani in semplice massa corporea che respira per inerzia.Le cause possono essere prettamente psicologiche in altri casi la forma ha un semplice nome: avidità! Non si debella molto facilmente e occhio… a volte è contagiosa!
Non ho bisogno di conoscere tante lingue per esprimere ciò che penso. Quando voglio uso un linguaggio universale: quello degli occhi.