Andrea De Candia – Comportamento
Sono sulla strada giusta, anche se non sono ancora arrivato al punto giusto (e, a dire il vero, non ho nessuna voglia di arrivarci).
Sono sulla strada giusta, anche se non sono ancora arrivato al punto giusto (e, a dire il vero, non ho nessuna voglia di arrivarci).
Beati i timidi, se i non timidi, sapranno capirli…
Se si vede che un comportamento è sbagliato, si dovrebbe prima di tutto interrompere l’azione. Si è talmente sicuri che essere nell’errore è un diritto, perché l’autorità viene da Dio (e potrebbe essere in effetti vero), che il Male è forte e salvifico, che si sottovalutano le conseguenze, perché si sottovaluta l’importanza e il destino dell’avversario macellato, seppur onorandone la memoria. I discepoli hanno completa libertà di decisione, ma c’era un’eventualità che nemmeno Dio ha immaginato. Forse avrebbe dovuto pensare ad una specie di “Legge zero” per i suoi, immaginata da uno dei detestati scrittori, anche se ormai questa esperienza non può più essere utile al signore degli eserciti.
Sul mio percorso voglio persone che sappiano tenere il passo, che rendano visibile il loro esserci. Per me conta chi lascia le orme del suo passaggio, chi inciampa con me e come me si rimette in carreggiata. Non voglio ombre a camminarmi accanto, di ombre sopporto a malapena solo la mia.
Chi è fornito d’un buon istinto diffida istintivamente dell’istinto.
Ci sono due tipi di fraintendimenti: quelli che non capiscono le parole, e quelli che interpretano il silenzio.
Tra gli uomini, non c’è nessuno che possa vantarsi di essere più intelligente dell’altro visto che, in virtù della nostra incalzante ignoranza, l’intelligenza è passata ad essere un attributo degli animali, e non più degli umani.