Monica Franceschinis – Comportamento
La perfezione non esiste proprio perché è soggettiva: ognuno di noi vede perfetto anche il disastro più grande.
La perfezione non esiste proprio perché è soggettiva: ognuno di noi vede perfetto anche il disastro più grande.
I gesti sono il linguaggio del corpo che esprime il suo monologo.
Non bisognerebbe vivere di rimorsi, forse di rimpianti per non aver osato di più, ma mai di rimorsi.
In questi giorni ho pensato spesso a te, a come stai, a cosa fai, se hai ancora le stesse abitudini, se prendi ancora il caffè alla stessa ora ogni giorno, se hai cambiato casa come volevi e se fai ancora fatica a orientarti quando è buio e la luce è spenta, se fai ancora tutto di fretta perché sei sempre in ritardo. E, credimi, ti ho pensato talmente tanto che, se non ti sei ancora strozzato con il caffè, se non hanno dovuto amputarti il mignolo perché l’hai sbattuto troppo forte, se non ti sei rotto l’osso del collo mentre scendevi di fretta le scale è un miracolo.
Fermarti e soffrire per chi non ti merita è tempo sprecato. Vai avanti, perché prima…
L’umiltà del me persona sta nel riconoscermi presuntuoso quasi quanto chi si vanta della propria umiltà. L’umiltà del me scrittore invece non ha limiti: pensate che si considera il grande scrittore meno famoso del mondo.
E se anche tu ti sei sentito stupido e ti sei ripetuto: “cavolo, come sono stato coglione”, bene sei dei nostri!