Arturo Donadoni – Comportamento
Il fine giustifica i “mezzi” uomini.
Il fine giustifica i “mezzi” uomini.
Vorrei ricaricare l’orologio dell’eternità per ritagliarmi addosso miniature di felicità. Riflessi di fanciullezza, infranti dal passare del tempo, solcano il mio vivere tra squarci di lacrime e rattoppi di serenità. Misterioso è il mio destino che mi spinge in un flusso di infinite emozioni, mi sballotta o mi culla verso un viaggio ignoto, unico e lascio dietro di me una trama sottile ma indelebile, di vissuto, tracce di un passaggio che a volte appare inesistente. Imbriglio fantasie e mi ubriaco di nulla per lasciarmi trasportare verso nuove dimensioni: il cuore accoglie, ma la mente rifiuta spiccioli d’immaginario. Un giorno dopo l’altro ho consumato tutti i miei passi, tracciando nuove forme, modellando l’avvenire, quando farò un viaggio dentro me stessa? Com’è precaria la felicità, lascio infiacchire la vita nel vuoto aspettando che la quiete della sera varchi soglie provvisorie allettanti di illusioni. Uno slancio vitale filtra i miei pensieri, memorie, sogni, rabbia fluiscono sotto i colpi della realtà. È il momento del ritorno alla base.
Le persone possono mostrarti tutto ciò che vogliono, ma alla fine sono i fatti che…
Alcune persone dovrebbero pesare le parole, non il peso. Il peso può diminuire, le parole restano e fanno male.
Non tenete stretto ciò che scivola, è solo fatica sprecata.
Gli altri, fin troppo spesso, sono campioni nel perdere le persone che gli stanno a cuore. Ed io, semplicemente, ho smesso di rincorrere chi non vuole o non sa restare.
Il volto e lo spessore d’un uomo si svela nella sottile coerenza tra ciò che…