Antonio Pistarà – Abilità
Impara dal passato; accetta il presente; affamati di futuro!
Impara dal passato; accetta il presente; affamati di futuro!
Dopo una corsa, che sia gara o allenamento, saper di aver dato ogni goccia della mia forza e del mio coraggio è un premio che mi trasmette la serenità di un vincitore.
Non avere paura della morte: è l’unica “amica” che nn ti tradirà mai.
Più si pensa e più ci si rende conto di quanto difficile sia pensare.
Attraverso la musica trovo l’appagamento dei sensi, l’estinzione dal fuoco dell’anima, la demolizione della materia in energia e passione e sentimento costrittivo e fatale nell’immaterialità che ci pervade: il nostro tempo e l’identità perduta dell’uomo che non sappiamo più ritrovare in ognuno di noi… smarriti, ci rifugiamo nell’elettricità che fa entrare in risonanza armonica le cellule di cui siamo fatti: “la musica”, in tutte le sue forme ed espressioni.
Prendi sempre quello che viene, evita di lamentarti. In fondo a cosa serve, anche se ti lamenti le cose non cambiano inutile star li a chiedersi: “Perché a me? Perché tutte a me?”. No, invece non chiedertelo. Non fermarti, non abbatterti! Punta dritto alla meta e vai avanti come un treno. Rimboccati le maniche e affronta. Solo così ne uscirai vittorioso.
Siamo in un mondo dove nessuno è perfetto. Quindi, anche se sbagli, vai avanti. Sbagliando si impara.
Dopo una corsa, che sia gara o allenamento, saper di aver dato ogni goccia della mia forza e del mio coraggio è un premio che mi trasmette la serenità di un vincitore.
Non avere paura della morte: è l’unica “amica” che nn ti tradirà mai.
Più si pensa e più ci si rende conto di quanto difficile sia pensare.
Attraverso la musica trovo l’appagamento dei sensi, l’estinzione dal fuoco dell’anima, la demolizione della materia in energia e passione e sentimento costrittivo e fatale nell’immaterialità che ci pervade: il nostro tempo e l’identità perduta dell’uomo che non sappiamo più ritrovare in ognuno di noi… smarriti, ci rifugiamo nell’elettricità che fa entrare in risonanza armonica le cellule di cui siamo fatti: “la musica”, in tutte le sue forme ed espressioni.
Prendi sempre quello che viene, evita di lamentarti. In fondo a cosa serve, anche se ti lamenti le cose non cambiano inutile star li a chiedersi: “Perché a me? Perché tutte a me?”. No, invece non chiedertelo. Non fermarti, non abbatterti! Punta dritto alla meta e vai avanti come un treno. Rimboccati le maniche e affronta. Solo così ne uscirai vittorioso.
Siamo in un mondo dove nessuno è perfetto. Quindi, anche se sbagli, vai avanti. Sbagliando si impara.
Dopo una corsa, che sia gara o allenamento, saper di aver dato ogni goccia della mia forza e del mio coraggio è un premio che mi trasmette la serenità di un vincitore.
Non avere paura della morte: è l’unica “amica” che nn ti tradirà mai.
Più si pensa e più ci si rende conto di quanto difficile sia pensare.
Attraverso la musica trovo l’appagamento dei sensi, l’estinzione dal fuoco dell’anima, la demolizione della materia in energia e passione e sentimento costrittivo e fatale nell’immaterialità che ci pervade: il nostro tempo e l’identità perduta dell’uomo che non sappiamo più ritrovare in ognuno di noi… smarriti, ci rifugiamo nell’elettricità che fa entrare in risonanza armonica le cellule di cui siamo fatti: “la musica”, in tutte le sue forme ed espressioni.
Prendi sempre quello che viene, evita di lamentarti. In fondo a cosa serve, anche se ti lamenti le cose non cambiano inutile star li a chiedersi: “Perché a me? Perché tutte a me?”. No, invece non chiedertelo. Non fermarti, non abbatterti! Punta dritto alla meta e vai avanti come un treno. Rimboccati le maniche e affronta. Solo così ne uscirai vittorioso.
Siamo in un mondo dove nessuno è perfetto. Quindi, anche se sbagli, vai avanti. Sbagliando si impara.