Giuseppe Catalfamo – Abuso
Dio, possiede un agenzia di scommesse!
Dio, possiede un agenzia di scommesse!
A lungo andare ogni marachella viene alla luce.
Estasiato da lei, dal suo profumo e dalla felicità che lei m’avesse donato la sua verginità le feci una domanda che non avevo mai fatto…”Ti è piaciuto amore mio?”Lei sinceramente rispose che effettivamente gli piaceva molto di più col suo ex… un po’ costernato allora chiesi”Ma scusa tu eri vergine”…”Certo, ma non sai che le vie del…”
Diceva di amarmi e io gli credevo, me lo diceva sempre, dopo ogni lite, e io perdonavo.Le sue mani non conoscono carezze. Devo lasciarlo, devo scappare, gridare, non so, ma devo qualcosa.O sarà lui a fare “l’ultima cosa” contro di me… e non potrò più raccontarlo a nessuno.Devo salvarmi, io voglio vivere.
Bevo troppo. L’ultima volta che ho dovuto fornire un campione di urina, c’era un’oliva dentro.
I suoi pensieri sfioravano il vento e fantasie di giorni più lieti sorridevano come stelle attraverso rami spogli. Ma colui che falsamente si curava dei suoi passi, occhio vigile e ingannatore, aveva già deciso la sua sorte, dandola con la forza più vile in sposa al suo diletto, marchiandola dopo averla catturata, a beneficio di colui che avrebbe riportato il fascio su questa terra, amore di un padre celeste che rapisce e squarta l’ospite migliore e produrne carne fresca per l’orrida mensa, il regno che stritola nelle sue spire qualsiasi vita succulenta perché i vampiri possano bere il sangue dal disumano calice, e l’insaziabilità degli angeli conquisti e divori imponendo diritti e ritorsioni di parte, e ogni volontà sia spenta nelle tenebre di scrosci di pioggia, nella terra e nel cielo violentati che a stento sopportano questo peso.
Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l’abuso.