Ada Roggio – Abuso
Hai tempo per ascoltarmi? Io ho poco tempo per raccontare.
Hai tempo per ascoltarmi? Io ho poco tempo per raccontare.
Le parole non sono altro che parole, racchiudono piccole virgole d’amore, chiuse nel nostro cuore. Non son altro che parole.
Spesso capita che i meriti li acquisisce chi non muove un dito.
Odio essere cattiva e non so neanche farla, ma amo quando la mia parte stronza…
Ogni argomentazione dovrebbe essere ascoltata, e prima di vederla come ostacolo al futuro, tacciando lo scrittore di essere satana, l’autorità suprema dovrebbe forse considerare il fatto che ad un grande male ne consegue sempre un altro. Il destino sceglie qual è la strada migliore, imparziale perché conosce ogni cosa e sa distinguere sempre la scorrettezza che vuole sostituirsi all’onestà, cercando di inoculare alla giustizia la sconvenienza con l’organo genitale di Dio, il serpente bianco, la siringa, anche senza bisogno di muoversi, per portare la morte del bene e ingravidare in questo modo le sue seguaci, anche quelle sterili, costruendo la carne con il massacro dell’innocenza. Lo scopo è interpretarla come la vede Dio, perderla nell’oscena spirale considerandola una minaccia al suo male e prevaricazione. Salvare i figli divini e farabutti per scambiarli col bene, invidiando il talento e l’intelligenza che non appartiene ai suoi, facendoli apparire come non sono. Si segue una strada già tracciata su una nave, il Mondo, che trascina tutto con sé. Illudendo, coprendo un fondamentale errore di calcolo che tuttavia resta, di una entità che crede di fare tutto giusto nel suo piano di dominio, conquista, conversione o morte, ma che in realtà fa acqua da tutte le parti.
Il presuntuoso è colui che sbandiera i suoi pregi perché nessuno li nota.
Il patriottismo cieco e bieco rischia di portare ad un fanatismo così paranoico e alienante…