Angela Cicolari – Accomodante
A poker si può perdere con una scala reale servita?
A poker si può perdere con una scala reale servita?
Ogni libro, o frase o pensiero, ha il suo verso: la natura infatti ha due lati. Non “giusto” o “sbagliato”, ma orario e antiorario.
Anche nei vestiti di luce, o di anima, nel male che prevarica il bene, c’è sempre una lieve sensazione di perdizione. È l’idea e la sua vaghezza che terrorizzano, sempre di più ci si solleva contro chi si vuole diventare per mutare la natura e salvarsi convincendosi tuttavia che si è il bene attaccato per scusare il proprio male, anzi dando la colpa al bene se si è malvagi. L’unico potere che difende da Dio sono le leggi matematiche, semplicemente perché è davvero convinto di esserne superiore ed essere diventato immortale. Ha condannato se stesso e la creazione al nulla o all’inferno, o a tutti e due insieme. Non dia la colpa a me se la verità lo fa andare in bestia. Gli assicuro che potrebbe essere peggio, deve solo darmi un motivo.
Di solito le idee che mettono una persona nei guai sono di due tipi: le idee sbagliate nel momento giusto e le idee giuste nel momento sbagliato.
Dio è finito, già dalla prima volta che ha osato alzare la sua mano contro di me. Ed è finito due volte, perché è davvero convinto di non esserlo, o di poterlo evitare.
Se una mente era illeggibile, primo ci sarà stato un valido motivo, secondo non è…
La verità è forse l’unica cosa che non ha padroni. Non somiglia nemmeno al vento, perché il vento si può percepire con i sensi. Non è materia, e non è incarnata quindi da nessun uomo e nessun Dio. Chi la rispetta si accorge, laggiù in fondo, della differenza tra schiavitù e libertà.