Davide Capelli – Frasi d’Amicizia
Non date retta a ciò che scrivo… sono ubriaco… oppure pazzo… comunque io… e non ho nessuna verità da dirvi.
Non date retta a ciò che scrivo… sono ubriaco… oppure pazzo… comunque io… e non ho nessuna verità da dirvi.
L’amicizia, quella vera, è un salvagente. Arriva mentre stai affogando e ti tiene a galla…
A volte egoisticamente suoniamo alla “porta” di un amico per il piacere di sapere che tutto gli sta andando bene… e con il bisogno estremo di parlare, di essere ascoltati mentre la malinconia sta abbracciando la nostra anima con una morsa di freddo da toglierci il respiro. Nel mentre che parliamo sentiamo la sua distrazione come un pugno allo stomaco ed anche l’ultima illusione di un ascolto amicale si consuma, si spegne in un attimo. L’amicizia non può funzionare se è a senso unico, quando ad ascoltare è uno solo e a suonare il “campanello” della presenza è sempre la stessa persona. E se quella lacrima che sta scavando passa inosservata e graffi di parole distratte, circostanziali, arrivano come gelo al cuore, è arrivato il momento giusto per chiudere quella porta a chiave e andarcene senza voltarci a costo di farci male per poter stare bene.
Se tutti i diavoli avessero il tuo sorriso l’inferno non sarebbe un paradiso.
Mettetevi d’accordo: pretendete che i veri amici vi dicano le cose come stanno, che vi…
Tratta i tuoi amici come se fossero quadri e ponili nella loro luce migliore.
Io non vorrei che nessuno fosse estraneo di nessuno… vorrei che tutti fossimo se non amici, fratelli, almeno conoscenti… questo mondo lo viviamo tutti nel bene e nel male… se scappa un saluto o solo quattro parole, che male fa?… eppure tutti guardano stupiti chi li saluta solo perché “non lo conoscono”… pensare alla vita di qualche decennio fa, dove i paesi erano piccoli, la gente poca e tutti conoscevano tutti… se succedeva qualcosa non rimanevano inermi a guardare ma uscivano dai loro “nidi” anche solo per curiosare… e poi intervenivano se era il caso di intervenire… e la buona educazione, che ora si va perdendo, obbligava a un “grazie” e da lì nasceva tutto… si davano dei soprannomi per dividere e riconoscere subito una persona e farla unica in mezzo a tante… soprannomi simpatici non offensivi come capita ora… che bello se tornasse quel mondo… se si potesse abbracciare qualcuno senza che pensino male, ma solo perché è un amico, un conoscente, qualcuno che ha incrociato la nostra vita.