Dante Alighieri – Amico
“Figliuol mio,” disse ‘l maestro cortese, | “quelli che muoion nell’ira di Dio | tutti convegno qui d’ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.
“Figliuol mio,” disse ‘l maestro cortese, | “quelli che muoion nell’ira di Dio | tutti convegno qui d’ogni paese; e pronti sono a trapassar lo rio | ché la divina giustizia li sprona, sì che la tema si volve in disìo.
E voi, cari ragazzi, di chi è stato il promotore dell’apprendimento sotto la guida del Magistero della Chiesa, continuate come state facendo ad amare e ad interessarvi del nobile poeta, di colui che Noi non esitiamo a chiamare il più eloquente cantante dell’ideale Cristiano.
Un amico è quello che, quando gli chiedi scusa per avergli fatto del male, ti risponde:”scusa? E di cosa? Non ricordo!”
Non unire mai, amici con le donne nello stesso contesto, sarebbe come unire la benzina con il fuoco.
I veri amici sono coloro che arrivano portandoti un sorriso là dove qualcuno ha lasciato…
Allegro mi sembrava amor tenendo meo core in mano, e ne le braccia avea madonna…
Ho visto amici trasformarsi in infami… tutti che lanciano sassi e poi nascondono le mani.