George Sand – Frasi d’Amore
Non ti amo più, ma ti adoro sempre. Non voglio più saperne di te, ma non posso fare a meno di te.
Non ti amo più, ma ti adoro sempre. Non voglio più saperne di te, ma non posso fare a meno di te.
Ho capito che chi ti vuole bene non si dimentica di te, ho capito che chi ti vuole bene c’è anche da lontano, si farà sentire sempre, ti starà vicino. Ho capito che chi ti vuole bene non se ne va così facilmente, non spezza quel sottile legame d’amicizia o d’affetto!
Un amore capace di accettare e superare i nostri limiti, che sappia creare, non aspettative, ma fiducia.
Vorrei prendessi le mie mani e le stringessi forte nelle tue. Guardassi dentro gli occhi miei e sorridessi di fronte alla mia emozione. Vorrei che capissi che non è male che voglio farti, ma rendere i tuoi giorni migliori e mentre te lo spiego vorrei vederti sorridere, con l’aria di chi non capisce ma comprende. Comprende le mie paure, le mie debolezze. Comprende che è solo sicurezza e dolcezza che cerco. Vorrei alzare gli occhi al cielo, fermare le lacrime, i sogni infranti, le delusioni e il vuoto e accendere sorrisi, speranze, gioie e spensieratezza. Vorrei guidare i tuoi passi e rendermi conto che non serve stanno già proseguendo verso me, lenti ma decisi. Vorrei abbracciarti e sentire che unirsi in un corpo a corpo fatto di pelle contro pelle, anima su anima, respiro dentro respiro è ancora la cosa più bella che c’è. Vorrei che mi trovassi in questo angolo di mondo, in questo angolo dove mi sono nascosta così bene da occhi indiscreti che quasi nemmeno io riesco a trovarmi. Vorrei mi trovassi e realizzassi ogni sogno mio, ogni mia aspettativa. Ti aspetto.
L’umiltà e la semplicità sono le due arterie che apportano pura sostanza a un organo chiamato amore.
Impariamo a non ridere del dolore e insegniamo a far sorride chi lo prova.
Era più di quanto fossi abituato, eppure mi resi conto che non era abbastanza. Non ero soddisfatto. Stare vicino a lei mi faceva solo desiderare di esserlo ancora di più. Più mi avvicinavo più il richiamo diventava più forte.L’avevo accusata di essere una calamita per le catastrofi. Proprio ora, sembrò letteralmente la verità. Io ero il pericolo, e la sua attrazione cresceva in forza, per ogni centimetro che mi permettevo di avvicinarmi.E poi il professor Banner spense le luci.Fu strano che provocò molta differenza, considerando che la mancanza di luce significava poco per i miei occhi. Potevo vedere perfettamente come prima. Era chiaro ogni dettaglio della stanza.Allora perché l’improvvisa scossa di elettricità nell’aria, nel buio che per me non era poi così buio? Era perché sapevo che ero l’unico a poter vedere chiaramente? Che sia io che Bella eravamo invisibili per gli altri? Come fossimo soli, soltanto noi due, nascosti nella stanza buia, seduti così vicini l’una all’altro…Ritirai la mia mano con violenza, incrociando le braccia strette sopra il mio petto e tenendo chiuse le mani. Niente errori. Mi ero promesso che non avrei fatto sbagli, non importa quanto sembrassero minuscoli. Se le avessi tenuto la mano, avrei voluto molto di più, un altro insignificante tocco, un altro movimento per avvicinarmi a lei. Non potevo provare quelle sensazioni. Un nuovo tipo di desiderio crebbe in me, tentando di dominare il mio controllo.Nessuno sbaglio.