Tristan Bernard – Frasi d’Amore
Spesso si parla delle illusioni di quelli che amano, ma sarebbe meglio parlare della cecità di quelli che non amano.
Spesso si parla delle illusioni di quelli che amano, ma sarebbe meglio parlare della cecità di quelli che non amano.
Claudia: “non posso vivere senza di te, preferirei morire che vivere senza te… non posso…
Se pensi che quell’amore era tutto per te e perché era cosi vero che hai perso la vista della realtà ma ricordati, il più grande amore è quello che ancora deve venire.
Camminavo lungo le strade della città, con i miei fogli in mano…Regalai una poesia d’amore a una donna stupenda che, salendo velocemente sull’auto di lusso me la restituì dicendo: Non voglio niente, non ho tempo, grazie!Passai vicino a una fabbrica e vidi alcune giovani donne pranzare sedute in un prato. Mi avvicinai e donai loro alcune mie poesie d’amore. Mi guardarono e ridendo, tutte insieme, me le restituirono: Non vedi che dobbiamo mangiare? Cosa vuoi farci leggere? Non abbiamo tempo.Mi incamminai allora lungo i vecchi navigli e voltai in un piccolo vicolo, una vecchia seduta vicina alla porta, ricamava…Mi avvicinai, le donai una mia poesia d’amore, la guardò appena e, restituendomela, mi disse: ah l’amore… ormai son vecchia non ho più tempo.Venne la sera… mi incamminai stanco e deluso lungo una strada buia.Vidi un fuoco lontano, nell’oscurità, e mi avvicinai.Due gomme d’auto bruciavano nel campo e una puttana poco vestita e infreddolita si scaldava come meglio poteva attendendo qualcuno.Mi avvicinai e, un po’ incerto, le donai una mia poesia d’amore…Lei mi guardò senza dire nulla, si sedette vicino al fuoco e la lesse lentamente, prendendosi tutto il suo tempo… e pianse.
La vita è come una coperta, anzi come una coperta troppo corta. Qualunque sia il verso in cui la tiri una parte del tuo corpo resterà scoperta e così gli uomini che restano al di fuori di questa fantastica coperta sono destinati a soffrire. Proprio immaginando la tipica scena di una fredda notte invernale, la coperta viene tirata un po’ da tutti i lati, ognuno di noi a volte è sotto di essa, a volte invece soffre, un po’ sono felice mentre un po’ seguo da spettatore la contentezza altrui. Poi un giorno “decidi per caso” di diventare un fantastico sarto e all’improviso, così inaspettatamente ti innamori. E la “tua” coperta si allunga, o forse la tua concezione di percepire la coperta. E noti quanto sia bello esistere, quanto sia magnifico specchiarsi negli occhi di qualcuno, quanto sia sublime perderti nella passione… e che quando provi questo sentimento, beh, quando ti innamori davvero, anche nei momenti in cui soffri, ti accorgi di essere sotto la coperta.
Dimenticare il sapore di un bacio, dimenticare i brividi di un abbraccio, dimenticare l’amore, dimenticare…
Noi che vediamo eppur taciamo, sentiamo e coltiviamo in quegli spazi di tempo dove incateniamo le nostre anime tra amore e parole. Silenti in un mondo dove chi crede ad un’emozione regala l’utopia di un battito di tamburo, che fa tremare ancora le corde dimenticate di un cuore malato di solitudine!