Erika Mancini – Anima
Solo nell’apparente semplicità di un niente scopro la vera bellezza, il tutto, il “non so che” che colma l’anima.
Solo nell’apparente semplicità di un niente scopro la vera bellezza, il tutto, il “non so che” che colma l’anima.
La tristezza è un sentimento molto difficile da spiegare con le sole parole, è un sentimento difficile da comprendere.La tristezza reale ha radici profonde. Quando questa arriva la tua anima grida disperatamente aiuto perché qualcosa dentro di te si è spezzato, allora cerchi di ripararlo pur non sapendo cosa sia, ci provi e ci riprovi all’infinito ma niente accade; allora comprendi che ti sei persa… persa nel peggiore dei luoghi in cui un essere umano possa mai arrivare a perdersi: dentro se stesso.Quando la tristezza bussa alle porte dell’anima l’unica cosa che ci resta da fare è quella di sederci ed ascoltare attentamente ciò che questa ha da dirci, perché la risposta non sta nell’ignorarla ma bensì nel comprenderla. La tristezza porta con sé un’insieme di sentimenti dolorosi: frustrazione, disperazione, angoscia… e il peggiore tra tutti: la solitudine.La solitudine è l’astrazione di noi stessi dal resto del mondo, perché ci convinciamo del fatto che nessuno è ingrado di comprenderci, che a nessuno interessa veramente ciò che ci succede, e allora ci richiudiamo in noi stessi, chiudiamo ogni accesso alla nostra anima e ci isoliamo nella totale oscurità dell’ombra rifressa della nostra solitudine.
Il vuoto è un’anima che non si colma di se stessa.
Siamo anime maledette… Viviamo nella sofferenza e solo nella morte troviamo la pace eterna.
A volte un corpo orribile nasconde un’anima candida.
I giri delle anime sono più strani di quelli dei corpi. Non c’è legge di gravità che tenga quando si parla di spiriti. I giri delle anime sono incomprensibili. A volte quasi selvaggi. I viaggi delle anime sono inevitabili e imprevedibili. Sono dolorosi difficili e accidentati, ma indispensabili.
Se il cuore comanda l’animo, colora la vita di rosa. Cosa è dunque l’amore?