Susan Randall – Anima
Tu fai volare la mia anima al di sopra del cielo, e indovina un po’? Io amo quel volo.
Tu fai volare la mia anima al di sopra del cielo, e indovina un po’? Io amo quel volo.
Faccio troppe domande perché a volte basterebbe intuire, scovare. Perché a volte è meglio fingere…
E, poi guardi avanti. Avanti a te un ponte, un ponte che molte volte hai attraversato, ad un tratto ti accorgi che sei di nuovo al punto di partenza.
E poi mi chiedo: esiste davvero un lato migliore?
Il giorno che sei arrivato, in silenzio, con la catena preparata per imprigionare l’anima mia, il giorno della tua vincita pensavi senza capire che io avevo già vinto, prima che tu arrivassi.
È stato un attimo. Se non mi hai “percepito” vuol dire che non siamo stati…
C’era qualcosa nel tuo sguardo che solo dopo qualche tempo ho potuto definire familiare, desiderio e fiducia di potermi confidare. Sapere di non esser soli, poter contare in qualcuno visto ch’è così fragile il senso dell’amore… verremmo nascosti se cercati, protetti se minacciati, compresi se non capiti. Né genitori, né fratelli, né mogli, mariti, amanti e figli potranno sapere ciò che ci accomuna… Complici nel bene sfidando come in una crociata il resto del mondo, sorridendo tra la folla solo per un fuggevole sguardo. Si può aver avuto cento avventure, cento passioni travolgenti, ma troppo mancherebbe alla nostra anima non avendo mai provato la complicità.