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Carla Compierchio – Anima

Il cambiamento porta con se delle inquietudini. Vero, ma queste ci spingono alla ricerca. Che il cambiamento sia casuale o voluto crea comunque in noi uno “squilibrio” che ci conduce ad una ricerca interiore, fino a trovare quelle risposte che mai avremmo pensato di riuscire ad avere. Quindi il cambiamento che dapprima toglie, si rivela lo scopritore della nostra interiorità, attraversando la nostra anima come in un viaggio meraviglioso.

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    Si dice che l’anima resta e la carne muore. E lo si dice sottolineando l’importanza dell’anima rispetto alla carne. Che errore! Proprio perché muore la carne è più importante dell’anima. Di anime ce n’è un vagone di scorta. Ma di carne… Quando la carne è finita, in segno di nervosismo ti mangi le unghie. È la carne che è importante, l’anima la trovi anche al supermarket delle fedi: animismo, reincarnazione, ortodossi, poco ortodossi, per niente ortodossi, mormoni, cattolici, calvinisti, ce n’è per tutti, e ciascuno di noi ha un solo inestimabile corpo e mille anime in accessorio. L’anima buona, l’anima candida, l’anima nera. Possiamo essere un giorno generosi e un giorno crudeli. Un giorno innamorati e un giorno carichi d’odio. È solo il corpo, la carne, che testimonia che siamo sempre noi, la stessa persona che cambia tutte queste anime, tutti questi atteggiamenti, come un vestito: l’anima casual, l’anima da sera.

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    Il corpo è meno corruttibile dello spirito. Lo spirito è uno scenario seducente di autoinganni intessuto di belle parole tranquillizzanti, che simulano ai nostri occhi una confidenza con noi stessi scevra di ogni fallacia, una familiarità con le modalità del conoscere che ci mette al riparo dalla possibilità di venire sorpresi da noi stessi.Come sarebbe noioso tuttavia vivere in una simile autocertezza che esclude ogni sforzo!