Tindara Cannistrà – Anima
Un animo buono soffre più per un torto fatto che per un torto subito.
Un animo buono soffre più per un torto fatto che per un torto subito.
Devi osservarla per “riconoscerla”. Ama il mare ed i suoi occhi lo riflettono: puoi vederci…
Quando il panico ti avvilupperà come una medusa, quando il pianto di coglierà impreparata come…
Di notte le onde sulla risacca si placano baciando dolcemente la riva, e al mattino sono ancora un turbinio di passione, come due anime che si rincorrono nella poesia dei sensi.
Si arresta la mia anima quando sente parlare il silenzio.
Ostento forza, ma la fragilità è la mia compagna. Cerco un contatto umano, ma è nella solitudine che mi ritrovo. Presto ascolto a tutti e con tutti, parlo di tutto, ma vivo tra sordi che non odono la mia di voce. Mi muovo a zig zag sotto la pioggia, nella speranza di non bagnarmi troppo, ottenendo solo come risultato l’essermi bagnato di più. E brucio, brucio di un fuoco inestinguibile, che mi consuma l’anima e la incenerisce, con quelle ceneri mi cospargo il capo, in attesa di un’indulgenza, di un atto compassionevole, o più semplicemente che la vita mi colga, come una svista, come un’anomalia o come una distrazione.
E fra due stati d’animo opposti esiste una zona franca dove tutto quello che si riesce a percepire è il distacco da ciò che fa gioire o intristire riempiendo i bisogni emozionali di vuoti neutrali.