Fabrizio Morina – Arte
Non esistono artisti umili, tutt’al più esistono artisti che portano avanti la loro presunzione con umiltà…
Non esistono artisti umili, tutt’al più esistono artisti che portano avanti la loro presunzione con umiltà…
L’opera d’arte può avere un effetto morale, ma richiedere ad un artista uno scopo morale significa fargli rovinare il suo lavoro.
Tutti gli uomini recitano, tranne alcuni attori.
I colori non sono pietre e oggetti che possono vivere separati. Diventano vitali solo quando instaurano tra loro un loro rapporto di accordo o di dissonanza. È l’insieme che caratterizza l’opera e dona ad essa un particolare timbro di tipicità.Nei colori degli “altri” amo e percepisco tutte le gamme cromatiche, ma davanti al mio quadro, qualunque sia il suo limite, il rapporto con la tavolozza è sofferto, anche quando mi sembra che tutto sgorghi spontaneo.Il colore, per me, ha un valore morale.E quindi il bianco può essere purezza e luce; il nero denuncia, contrasto compressione, angoscia. La gamma dei grigi esprime severità, ma anche dolcezza. I bruni, gli ocra, i blu e i rossi si inseriscono a rappresentare varietà di sentimenti, oltre che a determinare risonanze timbriche. Il nero, in particolare, è un colore che assume un ruolo significante, sia da un punto di vista tecnico che psicologico ed emotivo.
Dipingere è iniziare a guardare con gli occhi dell’anima il disegno che lei detta.
La nostra arte non deve rispettare altri limiti se non quelli naturali, geografici e divini.
L’artista è un uomo che vende favole colorate di vita e incorniciate dalle proprie emozioni. Esse si appendono alle pareti dei sogni in cui ognuno può tuffarsi e nuotare nel mare infinito dell’immaginazione.