Francesco Avella – Ateismo
Ci sembra normale tutto ciò che non ci sorprende e che rientra nei comportamenti a noi comuni, ed è anche per questo motivo che molti credono ancora in Dio, perché crederci rientra ancora nella normalità.
Ci sembra normale tutto ciò che non ci sorprende e che rientra nei comportamenti a noi comuni, ed è anche per questo motivo che molti credono ancora in Dio, perché crederci rientra ancora nella normalità.
Credere in Dio, ci distrae solo nel credere in noi.
I miei occhi non cercavano le stelle, non ho mai capito perché quando una persona è stanca di tutto alza la testa al cielo e chiede qualcosa. Ci provai anche io qualche volta, avevo imparato a forza di vedere queste persone che se avessi avuto problemi, mi sarei dovuto rivolgere a qualcuno lì nel cielo, non so forse a una stella. Ma tutte le volte che ci provai, a me rispose solo il silenzio. Così crescendo ho imparato, che quando si è pieni, stanchi, afflitti, non bisogna alzare la testa al cielo, ma volgerla verso il problema da superare.
Dio è il più grande fannullone della storia dell’universo. L’assenteismo da lavoro ce l’ha insegnato lui.
Rispetto chi crede in Dio… Ma stimo chi crede nel proprio Io.
Nella Bibbia Dio fa sbranare una quarantina di bambini da due orse, solo perché avevano osato prendere in giro un uomo per la sua calvizie.Considerando che questo gesto di “grande amore” dimostra un leggero velo di cattiveria, mi viene da pensare che anche Dio abbia pochi capelli.
Dio è coscienza. È lo stesso ateismo degli atei. Perché, nel Suo infinito amore, Dio…