Rosa Ramirez – Comportamento
Impariamo ad essere meno orgogliose. Quando sbagliamo dobbiamo chiedere scusa, questo è segno di umiltà.
Impariamo ad essere meno orgogliose. Quando sbagliamo dobbiamo chiedere scusa, questo è segno di umiltà.
Le onde modellano la battigia come il fabbro modella il ferro.
L’angoscia rivela alla coscienza la nostra libertà e testimonia la costante modificabilità del progetto iniziale. Nell’angoscia non ci limitiamo a renderci conto del fatto che i possibili da noi progettati sono costantemente rosi dalla nostra libertà in attuazione, ma comprendiamo inoltre la scelta, ossia noi stessi, come ingiustificabili; il che vuol dire che ci rendiamo conto che la scelta non trae origine da alcuna realtà anteriore, ed è anzi, tale da dover fungere da fondamento dell’insieme dei significati che costituiscono la realtà. In tal modo siamo costantemente impegnati nella scelta di noi stessi e costantemente consapevoli di poter bruscamente rovesciare la scelta ed invertire la rotta. Siamo pertanto sotto la costante minaccia della nullificazione della nostra scelta attuale, sotto la costante minaccia di divenire altri da ciò che siamo. Proprio per il fatto di essere assoluta, la nostra scelta è fragile.
L’uomo per l’incapacità di caricarsi le spalle delle proprie responsabilità cerca di addebitare le colpe sempre ad altri e pur di sfuggire alle sue manchevolezze non esita a scaraventare nel fango chiunque gli capita a tiro.
L’umiltà del me persona sta nel riconoscermi presuntuoso quasi quanto chi si vanta della propria umiltà. L’umiltà del me scrittore invece non ha limiti: pensate che si considera il grande scrittore meno famoso del mondo.
Conosco persone che vanno in chiesa tutte le domeniche e poi non sanno neanche da dove comincia la pietà umana.
E poi boh, parlano proprio quelli che avrebbero bisogno di una bella perizia psichiatrica.