Silvia Nelli – Comportamento
Chissà come mai vedi persone vivere di falsi sorrisi e circondarsi di milioni di persone che sanno solo fare un numero. Ma non è meglio avere poche persone vicino ma sapere di poterci contare!?
Chissà come mai vedi persone vivere di falsi sorrisi e circondarsi di milioni di persone che sanno solo fare un numero. Ma non è meglio avere poche persone vicino ma sapere di poterci contare!?
Quando mi guardo allo specchio vedo una faccia pulita. Quella di una persona che se pur piena di difetti non ha mai abbandonato una delle qualità più importanti; quella della sincerità. Non ha mai perso malgrado le delusioni la voglia di essere vera e di non giocare con persone e sentimenti.
Sai dove stanno i miei sogni? Dove splende il sole… e sai dove stanno le mie aspettative? Dove regna la notte. Perché!? Perché i sogni si deve essere scegli per realizzarli. Le aspettative devi sognarle per sperare che siano all’altezza!
Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz’obbiezioni, il destino. Piangevo perché perdevo il padre per cui ero sempre vissuto. Non importava che gli avessi tenuto poca compagnia. I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatto per dare una soddisfazione a lui?
Indossando un abito inappropriato, non si celano le Mancanze.
Non ho pietà per chi calpesta il cuore. Non ho pietà per chi non ha rispetto dei sentimenti e della vita altrui. Di chi se ne frega di quanto tu possa aver sofferto e gioca comunque. L’unica cosa che ho capito è che chi lo fa, lo fa solo per una ragione: Non capisce il male che fa perché non conosce l’amore quindi nemmeno il dolore, ma solo se stesso. E questo è ancora peggio.
E, tanto per cominciare, chi non sa che la prima età dell’uomo è per tutti di gran lunga la più lieta e gradevole?Ma che cosa hanno i bambini per indurci a baciarli, ad abbracciarli, a vezzeggiarli tanto che, persino il nemico presta loro soccorso?Che cosa, se non la grazia che viene dalla mancanza di senno, quella grazia che la provvida natura s’industria d’infondere nei neonati perché con una sorta di piacevole compenso possano addolcire le fatiche di chi li alleva e conciliarsi la simpatia di chi deve proteggerli?E l’adolescenza che segue l’infanzia, quanto piace a tutti, quale sincero trasporto suscita, quali amorevoli cure riceve, con quanta bontà tutti le tendono una mano!Ma dove, di grazia, questa benevolenza per la gioventù? Di dove, se non da me? È per merito mio che i giovani sono così privi di senno; è per questo che sono sempre di buon umore. Mentirei, tuttavia, se non ammettessi che appena sono un po’ cresciuti, e con l’esperienza e l’educazione cominciano ad acquisire una certa maturità, subito sfiorisce la loro bellezza, s’illanguidisce la loro alacrità, s’inaridisce la loro attrattiva, vien meno il loro vigore. Quanto più si allontanano da me, tanto meno vivono, finché non sopraggiunge la gravosa vecchiaia, la molesta vecchiaia, odiosa non solo agli altri, ma anche a se stessa. Nessuno dei mortali riuscirebbe a sopportarla se, ancora una volta, impietosita da tanto soffrire non venissi in aiuto io […]. Se poi qualcuno vuol sapere come opero questa trasformazione, neppure su questo farò misteri.Conduco i vecchi alla fonte della mia ninfa […]. Lì, bevute a grandi sorsi le acque dell’oblio, un poco alla volta, dissipati gli affanni, torneranno bambini.