Giulio Castronovo – Comportamento
Ai “cani che non conoscono padrone” è sempre meglio mettere una museruola.
Ai “cani che non conoscono padrone” è sempre meglio mettere una museruola.
Devi sapere sempre dove andare, anche quando non ci puoi andare. Soprattutto quando non ci puoi andare.
Teologi e confessori insegnano il distinguo fra peccato ed errore: nel primo caso c’è dolo, ossia una coscienza deliberata e un’intenzionalità consapevole di “cadere in tentazione” compiendo un male ch’eppure la propria etica sa riconoscere, mentre nel secondo caso non c’è dolo bensì l’incappare in sbagli dovuti alla perlustrazione di territori morali nuovi, tanto vergini quanto ancora non sminati; è l’inevitabile rischio dell’avanguardia, della ricerca, della sperimentazione inedite. Ma nell’esistenzialismo si dà anche una terza alternativa: è indimostrabile che la realtà sia come la Settimana Enigmistica, che pubblica solo problemi già risolti in partenza. La vita vera potrebbe non ammettere alcuna risposta significativa e decisiva, il che ci condanna al fallimento a prescindere dal dolo o meno, dalla cattiva o buona volontà.
La chiave della felicità è la disobbedienza in sé a quello che non c’è, perciò io maledico il modo in cui sono fatto, il mio modo di morire sano e salvo dove mi attacco, il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia quello che non c’è.
E no cari miei, il “Per Sempre” non si dice, si fa.
L’indifferenza verso una persona è direttamente proporzionale al comportamento della stessa.
Le persone che si amano in modo totale e sincero sono le più felici del mondo. Magari hanno poco, magari non hanno nulla,ma sono persone felici. Tutto dipende dal modo in cui ci amiamo.