Giuseppe Catalfamo – Comportamento
Non lasciare sia la superbia a valutare ciò che ti appartiene.Concedi il fardello all’umiltà.In compagnia dell’auto ironia sarebbe la perfezione.
Non lasciare sia la superbia a valutare ciò che ti appartiene.Concedi il fardello all’umiltà.In compagnia dell’auto ironia sarebbe la perfezione.
La solitudine avanza, corrode, consuma dentro e fuori.Ti fa diventare un pezzetto fondamentale del nulla che ti circonda, l’anello debole della catena che ti tiene sospeso nel vuoto.
Non sopporto quelle persone che si piangono addosso, che si lamentano continuamente e sembra che tutti i problemi ce li abbiano loro, non sopporto i piagnistei di chi crede di essere l’unico/a a soffrire, di problemi ne abbiamo tutti, chi più chi meno ma se pensano di risolvere la cosa facendo così si sbagliano alla grande e ci guadagnano solo lo stare sulle scatole alla gente, perché sentire sempre le solite lagne alla fine stanca.
La lingua pecca di reticenza mentre lo sguardo confessa senza opporre resistenza.
Sono troppo giovane per sentire troppe prediche.
Cosa non fare mai: dire “fine” o “distinto” per definire una persona. Si capisce subito che chi parla non è né fine né distinto.
Spesso rincorriamo cose assurde e impossibili perdendoci occasioni uniche e momenti che non torneranno mai…