Barbara Brussa – Comportamento
Solo un vigliacco può cercare una scusa alle proprie riprovevoli azioni, accusandoti di non poterlo capire… senza mai aver provato a parlare.
Solo un vigliacco può cercare una scusa alle proprie riprovevoli azioni, accusandoti di non poterlo capire… senza mai aver provato a parlare.
Quando l’imbecille parla, la persona intelligente ascolta e poi ti rispedisce da dove sei venuto. L’idiota ci crede!
Spesso, rendere nude e visibili, verità nel tempo nascoste, è vento per l’ignoranza che gonfia ardita le vele, in qualsivoglia pensiero, anche quello più scuro, più nero che non si vorrebbe sentire, offrendo alla saggezza, motivo per inveire perché vuol tutto, tacere.
Siamo creature che si autostimano continuamente, perché è forte in noi l’ansia di sapere quanto contiamo per gli altri.
I compiti affidati vanno eseguiti senza mugugno.
“Miagolare l’idioma degli umani è tabù”.Così recitava la legge dei gatti, e non perché loro non avessero interesse a comunicare. Il grosso rischio era nella risposta che avrebbero dato gli umani. Cosa avrebbero fatto con un gatto parlante? Sicuramente lo avrebbero chiuso in una gabbia per sottoporlo a ogni genere di stupidi esami, perché in genere gli umani sono incapaci di accettare che un essere diverso da loro li capisca e cerchi di farsi capire. I gatti sapevano, per esempio, della triste sorte dei delfini, che si erano comportati in modo intelligente con gli umani e così erano stati condannati a fare i pagliacci negli spettacoli acquatici. E sapevano anche delle umiliazioni a cui gli umani sottopongono qualsiasi animale che si mostri intelligente e ricettivo con loro. Per esempio i leoni, i grandi felini, obbligati a vivere dietro le sbarre e a vedersi infilare tra le fauci la testa di un cretino; o i pappagalli, chiusi in gabbia a ripetere sciocchezze. Perciò miagolare nel linguaggio degli umani era un grandissimo rischio per i gatti.
Non aspettiamo che le persone cambino, ma incominciamo noi stessi a cambiare, cambiando atteggiamento e ponendoci di conseguenza con chi incontriamo.