Abraham Lincoln – Amico
In realtà non distruggo un nemico, quando lo converto in mio amico?
In realtà non distruggo un nemico, quando lo converto in mio amico?
A volte deve pur succedere che nell’esistenza di uno scrittore fortunato, ci sia qualcuno, un poco in disparte, che non lascia passare la frase inesatta che per stanchezza vorremmo lasciare; qualcuno capace di rileggere con noi fino a venti volte una pagina incerta; qualcuno che ci sostiene, ci approva, alle volte ci contraddice; che partecipa con lo stesso fervore alle gioie dell’arte ed a quelle della vita, ai lavori dell’una e dell’altra, mai noiosi e mai facili. E non è nè la nostra ombra nè il nostro complemento, ma se stesso; e ci lascia una libertà divina, ma, al tempo stesso, ci costringe ad essere pienamente ciò che siamo. Hospes comesque.
L’amico che non è capace, in un momento difficile, di ricordare una o due cose mai accadute, non vale più dell’amico che non sa dimenticare nulla.
Gli amici traboccano dalle nostre tasche, ma quelli veri stanno in un taschino.
Gli amici sono pericolosi, non tanto per ciò che vi fanno fare, quanto per quello che vi impediscono di fare.
A un uomo si chiede amicizia per ottenere un po’ di meno; a una donna, per ottenere un po’ di più.
A volte un amico è meglio di un parente.