Afterhours – Frasi Sagge
Se c’è una cosa che è immorale è la banalità!
Se c’è una cosa che è immorale è la banalità!
[…] Perché si chiamava civile una guerra in cui due fratelli potevano trovarsi uno contro l’altro? Non si sarebbe dovuto chiamarla, anzi, incivile?
Io.Se Io. Ora venissi li da te e ti mandassi a fare in culo, cosa penseresti?Penseresti d’essere stato considerato in maniera erronea dal sottoscritto?Penseresti che sono un coglione e mi insulteresti a vicenda?Subiresti l’offesa offrendomi un semplice gesto di sdegno?Crederesti che mi sia rivolto alla persona sbagliata?Penseresti che in fondo sono solo l’ultima persona delle tante che se l’è presa con te senza motivo?Proveresti a reagire fisicamente all’offesa?Mi considereresti semplicemente un disadattato mentale?Ti sentiresti vittima degli eventi?Proveresti disgusto per il sottoscritto al quale elargiresti indifferenza?O, molto più semplicemente,capiresti che forse sarebbe il caso di mantenere la calma per poter comprendere il motivo di quella mia affermazione?Ovvietà? No.Al giorno d’oggi è un privilegio porsi questi dubbi.Davvero, non capisci ciò che intendo?Ma svegliati, cazzo!
Testo e Musica avevano mille virtù: Testo era forte, deciso, prestava voce ai deboli, era amico di Ironia e di Aiuto, e con essi consolava, faceva ridere, sognare. Musica era soffusa, dolce, scatenata, triste, allegra, era tutto e accompagnava i fratelli Sentimenti ai cuori della gente. Dalla loro unione nacque Canzone. In lei vi erano tutte le qualità del suo papà e della sua mamma. La piccola crebbe, diventò grande, diventò Vita. Nonna Poesia e nonno Amore le avevano insegnato come fare.
Io credo che nell’esercizio delle sue funzioni l’uomo debba esser assolutamente libero. Libero di mente e di spirito. Nell’anticamera del mio ufficio io depongo tutte le mie opinioni personali, i sentimenti, le debolezze umane ed entro nel tempio della civiltà a compiere la mia opera col cuore temprato all’oggettività! Allora io sento di portare il mio contributo alla grande opera di civiltà in pro dell’umanità. E in me parlanole sante istituzioni. Dico bene, eh?
Il pensiero è un uccello dell’immenso, che in una gabbia di parole può anche spiegare le ali, ma non volare.
Ci si beffa degli artisti succubi delle loro donne, e si finisce per essere come loro.