Albert Einstein – Successo
C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà.
C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica: la volontà.
Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione; attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione; sino a includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.
Il segreto del successo sta nell’onestà e nel comportamento corretto. Se riesci a fingere entrambi, ce l’hai fatta.
Non è tanto il cammino quello che conta, ma la meta!
Si, è vero; non sono un talento e non possiedo grandi doti. Ecco a dirla tutta devo confessare di non essere particolarmente colto, usando un eufemismo, di non essere originale, né penso d’essere intelligente oltre una soglia, diciamo, accettabile.Ora, è anche vero che a tali conclusioni potrebbe arrivare chiunque, se solo tentasse più frequentemente e con maggiore convinzione di pensare con la propria testa.Essere persuasivi con se stessi è fondamentale per il raggiungimento di un obbiettivo.
1. Chi intende procedere alla stesura di un’opera di vasto respiro si dia buon tempo e, al termine della fatica giornaliera, si conceda tutto ciò che non ne pregiudica la continuazione.2. Parla di quanto hai già scritto, se vuoi, ma non farne lettura finché il lavoro è in corso. Ogni soddisfazione che in tal modo ti procurerai rallenterà il tuo ritmo. Seguendo questa regola, il desiderio crescente di comunicare diverrà alla fine uno stimolo al compimento.3. Nelle condizioni di lavoro cerca di sottrarti alla mediocrità della vita quotidiana. Una mezza quiete accompagnata da rumori banali è degradante. Invece l’accompagnamento di uno studio pianistico o di uno strepito di voci può rivelarsi non meno significativo del silenzio tangibile della notte. Se questo affina l’orecchio interiore, quello diventa il banco di prova di una dizione la cui pienezza soffoca in sé persino i rumori discordanti.4. Evita strumenti di lavoro qualsiasi. Una pedante fedeltà a certi tipi di carta, a penne e inchiostri ti sarà utile. Non lusso, ma dovizia di codesti arnesi è indispensabile.5. Non lasciarti sfuggire alcun pensiero, e tieni il tuo taccuino come le autorità tengono il registro dei forestieri.6. Rendi la tua penna sdegnosa verso l’ispirazione ed essa l’attirerà a sé con la forza del magnete. Quanto più lento sarai nel decidere di mettere per iscritto un’intuizione, tanto più matura essa ti si consegnerà. Il discorso conquista il pensiero, ma la scrittura lo domina.7. Non smettere mai di scrivere perché non ti viene più in mente nulla. È un imperativo dell’onore letterario interrompersi solo quando c’è da rispettare una scadenza (un pasto, un appuntamento) o quando l’opera è terminata.8. Occupa una stasi dell’ispirazione con l’ordinata ricopiatura del già scritto. L’intuizione ne sarà risvegliata.9. Nulla dies sine linea: sì, però qualche settimana.10. Non considerare mai perfetta un’opera che non t’abbia tenuto una volta a tavolino dalla sera fino a giorno fatto.11. La conclusione dell’opera non scriverla nel solito ambiente di lavoro. Non ne troveresti il coraggio.12. Gradi della composizione: pensiero, stile, scrittura. Il senso della bella copia è che in questa fase l’attenzione va ormai soltanto alla calligrafia. Il pensiero uccide l’ispirazione, lo stile vincola il pensiero, la scrittura ripaga lo stile.13. L’opera è la maschera mortuaria dell’idea.
Disprezza i grandi progetti chi si sente incapace di grandi successi.