Alessandro Ammendola – Ricordi
È meglio perdere la memoria, che perdersi nei ricordi.
È meglio perdere la memoria, che perdersi nei ricordi.
Sguardi, sorrisi e abbracci, momenti che nessuno potrà mai cancellare. Sono mancanze sempre presenti, ricordi che il cuore non vuol dimenticare.
Ci sono vecchie foto che riguardiamo con gioia, ci sembra di rivivere ogni cosa, osserviamo i nostri volti così “diversi”, a volte non esteticamente, ma nella sostanza che solo noi percepiamo, e ci riconosciamo con altre sensazioni, altri gusti. Di alcuni vissuti avvertiamo nuovamente stati d’animo e profumi, ricordiamo ogni particolare, di come stavamo in quel preciso momento, prima dello scatto. Ci sentiamo sia vicini che lontani, in uno strano effetto spazio-tempo. Poi ci sono altre foto, quelle che scorriamo veloci, che vorremmo avere già buttato, che quasi ci infastidiscono, che ci imbarazzano per come eravamo, con le nostre sofferenze e le nostre ingenuità, di cui sentiamo ancora un disagio misto a vergogna, immagini rovinate da quegli attimi che vorremmo dimenticare, da storie che non ci appartengono più, come vecchie fotografie di cui ci è rimasto soltanto il negativo.
Ricordare non significa vivere imprigionati, ma evolvere con la consapevolezza di non dimenticare.
Si appartiene più a chi è assente di chi è presente, perché l’assenza ti incorpora nella sua nostalgia.
Un bacio è un assaggio di vita, quell’attimo vissuto con i suoi sorrisi e le sue lacrime.
La malinconia parla solo quando l’amore non vuol capire.