Alessandro D’Avenia – Uomini & Donne
Beatrice è vino rosso. Mi ubriaca: io la amo.
Beatrice è vino rosso. Mi ubriaca: io la amo.
Essere figli di un buon uomo o di una buona donna è grammaticalmente identico, ma nella triviale sottocultura sessista, no. Il rispetto inizia dalle parole, dal loro mero significato, al netto del fango accumulato in secoli di incuria culturale.
Lei lo sapeva che la ragione le diceva troppe cose, meritava molto di più di quello che gli era capitato, sapeva che quello doveva essere un bel “vaffanculo” e “addio per sempre”. Sapeva che sarebbe stato stronzo come gli altri, sapeva che mentiva e che gli avrebbe dato una grande delusione. Non sapeva ancora cosa gli fosse rimasto di lui, forse solo un bel ricordo. Non sapeva il suo destino. Ma sapeva esattamente quello che stava ancora provando, sapeva che gli era entrato nel cuore e non amava mentire a se stessa; lei lo sapeva che una persona quando ti delude puoi anche mandarla al diavolo ma il cuore non mente. Perché quando ami non smetti mai di farlo nonostante le batoste, nonostante le sconfitte e nonostante il dolore. Chi ama forte, ama più di un qualsiasi altro dolore. E l’amore si sa, quando c’è è grande e supera tutto.
Donne che si lamentano dei propri uomini, i casi sono due: o li lasciate e vi fate la vostra vita, o ve li tenete e smettete di fare le vittime, perché scegliete voi di farvi calpestare.
Una donna malvagia tormenta. Una donna perbene annoia. Questa è la sola differenza che passa tra loro.
Meglio essere un uomo comune e avere almeno un servo, piuttosto che essere importante, ma non aver da mangiare.
Tutte le donne ti amano quando, da giovane, sei sopra un palco, mezzo nudo, con la tartaruga sull’addome o quando, da vecchio, scrivi frasi d’amore e belle parole che fanno sognare.Smettono di amarti quando scoprono che anche tu hai calzini puzzolenti da lavare.