Alessandro Manzoni – Ipse dixit
“Carneade! Chi era costui?”, ruminava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone.
“Carneade! Chi era costui?”, ruminava tra sé don Abbondio seduto sul suo seggiolone.
Il linguaggio è stato lavorato dagli uomini per intendersi tra loro, non per ingannarsi a vicenda.
Godo di quell’allegria che non rende gli amici vergognosi l’uno dell’altro, l’indomani.
Regala un sorrisoquando tu hai voglia di piangere.
Non amo la gente che giudica, ma ancor di più detesto quelli che in cinque minuti costruiscono di me un quadro che non mi appartiene. Non sono una scatola a cui basta togliere il coperchio per guardarci dentro, sono come uno di quei libri voluminosi dalla brutta copertina che nessuno legge mai, troppo lunghi, e che si svela solo a chi ha la pazienza di arrivare all’ultima pagina.
Sto benissimo, sono gagliardo come un ventenne.
Quando le tangenti superano la soglia della povertà generale dei cittadini, il sistema fallisce.