Alessia Porta – Stati d’Animo
Il piacere delle conclusioni, scaturisce dalla forza che ne deriva, e così ci sarà un’altra meta da raggiungere, un’altra valigia da fare, un altro viaggio da iniziare.
Il piacere delle conclusioni, scaturisce dalla forza che ne deriva, e così ci sarà un’altra meta da raggiungere, un’altra valigia da fare, un altro viaggio da iniziare.
Molti scrivono per scagliare frecce, altri per libero sfogo, per per non pensare, per non soffrire, per scordare, per trasmettere qualcosa. In questo scrivere, talvolta con sarcasmo, c’è quasi un S. O. S., una sorta di richiesta: essere ascoltati. Troppi sordi.
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Tentare di applicare la logica a un sentimento è come sperare di vendere dell’acqua all’oktober fest.
Sono l’artigiano del mio cuore.
Gli stati d’animo sono simili a paesaggi colorati dai nostri pensieri.
Un abbraccio, le coccole, sentirsi importanti, sentirsi unici, desiderati voluti e accettati; chiudere gli occhi e avere la consapevolezza che l’altro ti ama, che l’altro ti sta pensando, che non sa fare a meno di te. Cosa sono queste? Sono forse pretese da capricciosi o sono solo desideri di un cuore innamorato?