Alexandre Cuissardes – Frasi d’Amicizia
Quando restiamo fregati da qualcuno di cui ci siamo fidati il primo dolore nasce dal sentirsi stupidi, non dal pensare che abbiamo avuto a che fare con un disonesto.
Quando restiamo fregati da qualcuno di cui ci siamo fidati il primo dolore nasce dal sentirsi stupidi, non dal pensare che abbiamo avuto a che fare con un disonesto.
Gli etero si sposano sempre meno, gli omosessuali si vogliono sposare. O i primi sono stanchi di stare bene e vogliono stare male ed i secondi sono stanchi di stare male e vogliono stare bene oppure i primi sono stanchi di stare male e vogliono stare bene ed i secondi sono stanchi di stare bene e vogliono stare male. Chissà chi ha ragione.
I veri amici sono quelli che non aspettano che tu li chiami quando hai bisogno di loro, che sanno comprendere i tuoi silenzi, che sanno accarezzare le tue lacrime come gioire dei tuoi successi. I veri amici sono come le stelle: sono presenti anche quando sono assenti.
L’amico è come un fazzoletto: della sua esistenza o meno, ti accorgi solo quando ti serve.
Con alcune persone non si possono chiudere mai, definitivamente, i conti. Anche a distanza di anni, si proveranno quelle impercettibili emozioni che contraddistinguono il rapporto con quella persona, e lo rendono unico, speciale.
Quando restiamo fregati da qualcuno di cui ci siamo fidati il primo dolore nasce dal sentirsi stupidi, non dal pensare che abbiamo avuto a che fare con un disonesto.
Io non vorrei che nessuno fosse estraneo di nessuno… vorrei che tutti fossimo se non amici, fratelli, almeno conoscenti… questo mondo lo viviamo tutti nel bene e nel male… se scappa un saluto o solo quattro parole, che male fa?… eppure tutti guardano stupiti chi li saluta solo perché “non lo conoscono”… pensare alla vita di qualche decennio fa, dove i paesi erano piccoli, la gente poca e tutti conoscevano tutti… se succedeva qualcosa non rimanevano inermi a guardare ma uscivano dai loro “nidi” anche solo per curiosare… e poi intervenivano se era il caso di intervenire… e la buona educazione, che ora si va perdendo, obbligava a un “grazie” e da lì nasceva tutto… si davano dei soprannomi per dividere e riconoscere subito una persona e farla unica in mezzo a tante… soprannomi simpatici non offensivi come capita ora… che bello se tornasse quel mondo… se si potesse abbracciare qualcuno senza che pensino male, ma solo perché è un amico, un conoscente, qualcuno che ha incrociato la nostra vita.