Alexandre Cuissardes – Vita
Anch’io sono stato come te, poi mi sono sfuggito dalle mani ed ancora mi cerco.
Anch’io sono stato come te, poi mi sono sfuggito dalle mani ed ancora mi cerco.
L’esperienza della vita, ponte tra il non essere e l’essere, pulsa di errori e vittorie, fallimenti e visioni durante un percorso che s’inerpica fra le fratture del tempo.
Quando una persona non riceve più amore, e dopo un po’ se ne ritrova tanto, respinge. Rimane nel suo spazio per la paura di rimanere deluso.
Il quotidiano buonsenso popolare è sempre un passo avanti rispetto alle teorie dei politici.
La vita è in un’isola deserta in cui non siamo soli mai.
Ho bisogno di vivere giorni che abbiano valore, e non un prezzo da pagare; ho bisogno di silenzio, che sia “dialogo” e non solitudine dell’anima; di specchiarmi negli occhi di chi amo, per ritrovare me stessa; di cavalcare la mia vita, senza che sia essa a trascinarmi. Ho bisogno dei miei sogni, per volare a vertiginose altezze, laddove la realtà mi accompagna, senza potermi soffocare con le sue mani talvolta crudeli. Ho bisogno di scrivere, per non seppellire le mie emozioni sotto i cumuli della polvere del tempo che, prima o poi, cancella il disegno, lasciando solo una pallida cornice. Ho bisogno di essere anche fuori, ciò che sento di essere dentro. Ho dei bisogni forse troppo “ambiziosi”, ma senza i quali non mi sentirei di vivere davvero.
Lo sbaglio più grande che ho fatto nella mia vita è stato sicuramente credere di più agli altri che a me stessa.