Alexandre Dumas – Frasi d’Amore
Quando l’esistenza ha contratto un’abitudine come quella del mio amore, sembra impossibile che quell’abitudine s’interrompa senza inaridire, allo stesso tempo, tutte le altre energie vitali.
Quando l’esistenza ha contratto un’abitudine come quella del mio amore, sembra impossibile che quell’abitudine s’interrompa senza inaridire, allo stesso tempo, tutte le altre energie vitali.
Non giudicarmi solo quando mi arrabbio, quando la mia testardaggine ti punta contro. Non giudicarmi perché piango per un gesto sciocco ma per me sbagliato. Non giudicarmi se ti tengo il “Broncio” per un po’… Guarda oltre, guardami più a fondo. Guarda nei miei occhi mentre piango e capirai che magari è solo uno sfogo e dietro esso c’è più di ciò che dico. Guarda oltre alla mia rabbia del momento e capirai che forse qualcosa mi ha davvero fatto male. Guarda oltre al mio Broncio e forse vedrai quella maledetta voglia di piangere, di piangere sciolta in un abbraccio. Un abbraccio che magari per una volta tanto arriva contro corrente e non chiede perché, ma ha solo voglia di donarsi e di farmi tornare serena e sicura vicino a me stessa e a te.
Probabilmente sono io ad avere un concetto sbagliato dell’amore. Per me chi davvero ama resta, lotta e sceglie anche la strada più difficile pur di non perdersi. L’amore vero si sacrifica, soffre e combatte a due. Chi sceglie la strada più semplice forse è chi si accontenta e io non mi accontenterò mai. Io non mi fermerò mai fin quando non trovo chi come me sa amare a 360°. Senza riserve e senza poi. In amore c’è adesso non ci sono i poi. Non cambierò mai il mio concetto d’amare qualcuno, non cambierò mai me stessa e ora so che stare soli è la cosa migliore per salvare cuore e serenità. Non sarò mai il se o il ma di qualcuno. Io sono io punto!
È veramente possibile amare qualcuno a distanza che non sia ne genitore, ne figlio ne, amico del cuore?
Quando il cuore “parte” che si fa? Come si fa a fermarlo prima di sentire…
Amare è anche rispettare e sentire le emozioni dell’altro e viverle intensamente.
Nelle ore notturne, quando i pensieri sono tenaglie, quando il desiderio di te è tagliola, quando divento il mio peggior nemico, spaventoso pericolo, la punta di una stilografica mi trafigge, lenta, il cuore in una carezzevole quanto sadica tortura e mi abbandono alle confessioni, ai rigurgiti di passione che hanno un solo volto ed un solo nome, l’innominabile e l’irraggiungibile che così bene rifocillano il protendere smanioso verso te. Zone scure, zone chiare, salti funambolici tra mille fantasie, librarsi in aria tra abbracci virtuali, baci umidi, accennati, poi, forti. Ritorno alla mia stilografica che preme di più tra le vene pulsanti, sgorganti, grondanti sangue misto a voglia, immagino solo la tua pelle a lenirla nel suo bruciore intenso. Tu, cura delle mie ustioni scritte nell’anima.