Amedeo Serino – Frasi sulla Natura
Vorrei nascere la notte del venti marzo per avvicinarmi alla morte ogni anno di più insieme all’inverno mentre rinasco ogni anno di nuovo insieme alla primavera.
Vorrei nascere la notte del venti marzo per avvicinarmi alla morte ogni anno di più insieme all’inverno mentre rinasco ogni anno di nuovo insieme alla primavera.
Il sole bacia, se ci proponiamo.
C’è chi la chiama “paradiso”, c’è chi la chiama “inferno”, chi invece “dono di Dio”, io la chiamo Terra. Forse un giorno potremo chiamarla “amata” oppure “globo della pace”: in fondo il nome che diamo alle cose dipende da noi e dalla quantità di amore che sappiamo versare in esse.
A noi… i filamenti d’erba sussurrano nell’ondeggiare, le foglie urlano nel precipitare, il vento saluta nel volare, i fiori attraggono nello sbocciare… ma non ascoltiamo, non vediamo, non rispondiamo… quindi distruggiamo.
Dall’acqua si nasce, alla luce si ritorna, due elementi importanti per la nostra vita, luce e acqua ci accompagnano per tutti i sentieri del nostro cammino a volte dritti a volte tortuosi, quando le spine feriranno più della gioia,, sorridi,, perché di sorriso era fatto il mio viso, adesso più che mai la luce splende in alto, due fari i miei occhi che mai si spegneranno nell ‘anima di chi mi ha amato.
Gli alberi e le erbe e ogni cosa che cresce o che vive in questa terra non hanno padrone.
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi, d’antico: io vivo altrove e sento che sono intorno nate le viole. Sono nate nella selva del convento dei cappuccini, tra le morte foglie che al ceppo delle querce agita il vento.