Analìa Scarpone – Sorriso
Sorridi; stai iniziando a scoprire il tuo futuro a partire da questo momento.
Sorridi; stai iniziando a scoprire il tuo futuro a partire da questo momento.
Il sorriso è contagioso e quando si ride, tutti ridono con te, ma il pianto? No, il pianto è un impulso, un’emozione, che non sempre si riesce a condividere.
Ridere, è la sensazione che più mi soddisfa il pensiero, quando penso alla vita.
Donare un sorrisorende felice il cuore.Arricchisce chi lo ricevesenza impoverire chi lo dona.Non dura che un istantema il suo ricordo rimane a lungo.Nessuno è così riccoda poterne far a menonè così povero da non poterlo donare.Il sorriso crea gioia in famiglia,dà sostegno nel lavoroed è segno tangibile di amicizia.Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,rinnova il coraggio nelle provee nella tristezza è medicina.E se poi incontri chi non te lo offre,sii generoso e porgigli il tuo:nessuno ha tanto bisogno di un sorrisocome colui che non sa darlo.
Ogni mattina apri le porte del tuo cuore alla vita come se fosse la reception di un grande albergo, lascia entrare ogni emozione, lascia entrare la gioia, l’allegria, la tristezza, il dolore… lascia entrare ogni sensazione dando il benvenuto! Accetta ogni stato d’animo liberamente sentendoti unico e speciale!
Ci sono persone, che per sentirsi vive hanno bisogno di sognare ad occhi aperti. Così continuano a infrangere le leggi della fisica volando con la fantasia, è proprio così che ho scelto di sentirmi oggi leggera, sollevata, finalmente libera da ogni persona o cosa intralci il mio prezioso percorso verso gli ideali più inimmaginabili.Ognuno di noi ha dentro se stesso la chiave per aprire ogni porta comporti alla propria libertà di pensiero, espressione e azione.
“Credi davvero che Jake stia bene?”.”Certo, Bella, non preoccuparti. Era abbastanza in sé da sfottermi”.”Sfotterti?”, ripetei, sorpresa.”Già! Tra un insulto alla madre di chissà chi e un riferimento inopportu-no a Nostro Signore, ha detto:” Scommetto che oggi sei contento che sia innamorata di Cullen e non di me, eh, Charlie? “”.